Agriturismo Le Rose

L’azienda

Franco Borgogno
ditta individuale
e-mail: info@agrilerose.it
social: facebook.com/agriturismolerose
via Provinciale 44, 18030, San Biagio della Cima (IM)

Famiglia Borgogno: Maria, Gino e Franco. La casa – residenza, agriturismo e sede aziendale – della famiglia Borgogno si trova dirimpetto alla strada provinciale, poco distante dal centro abitato di San Biagio, in direzione di Soldano. Sulla sponda orientale del Verbone, di cui le serre dei Borgogno lambiscono l’argine, si arriva oltrepassando un ponte e un cancello. La storia dell’azienda proposta da Maria s’intreccia con quella familiare – matrimoni e nascite scandiscono investimenti e mutui – e con quella più generale: mercati, festività e tendenze che dettano tempi e modalità delle produzioni. Cinque generazioni, dai bisnonni ai figli.

Un puzzle: fatto di campagne delle quali riferisce estensioni, vicissitudini proprietarie, anni di compera e di vendita, alternarsi di destinazioni colturali. Le basi risalgono al 1966 con l’acquisto del terreno in località Ospeà (2850 mq “di rovi e querce”) e con le prime rose. Una coltivazione attorno alla quale l’azienda avrebbe gravitato per oltre quarant’anni, ma il cui ingresso nell’universo produttivo familiare risaliva, stando ai ricordi della nonna, ai primi del Novecento. Era stato un signore francese che – in ti primi anni du novesentu, novesentudexe, novesentuottu – aveva convinto il bisnonno a rancare le viti per coltivare le rose e la nonna ricordava di quando lo accompagnava alla stazione di Ventimiglia a consegnare a quello stesso signore un cestino coi boccioli di rosa – una rosa bianca, “la Drusco” – “perché lui aveva parecchie pasticcerie dove li facevano canditi” Quello del bisnonno era stato un inizio timido (il Vermentino gli piaceva e di rose ne aveva messa qualcuna dove le viti erano seccate): i primi filari li aveva messi il nonno, uno per fascia, con la vigna finita “sulle sponde”. Di cespi di rose “residue” e “rose antiche” coltivate su “punte di terrazze troppo strette” si trovano tracce anche in Biamonti (1998, p. 12 e 18). Ad intensificare la produzione e “girarsi” definitivamente nelle rose erano stati i genitori di Maria, prima coltivatori di garofani. Tra i ricordi di bambina le fioriture di maggio delle “Coburg” coltivate in pieno campo e vendute per la festa della mamma e i petali delle “Brune”, venduti a quelli che estraevano il profumo o facevano lo sciroppo.

Produzioni agricole

Oliva taggiasca, carciofi, canapa light, mimosa

Prodotti

Olio extra vergine d’oliva

Nota

L’intervista risalle alle precedente fase della ricerca.

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