Maria Pia Viale, Vallebona

Ortaggi e fiori di Pia Viale

Azienda Agricola Viale Maria Pia
Pia Viale
Ortaggi e piccoli frutti
Via San Sebastiano, 4, 18012 Vallebona (IM)
viale.pia@tiscali.it
https://www.facebook.com/vialepia

Maria Pia Viale, titolare dell’Azienda Agricola con la bottega, per la vendita diretta.

Quando sono entrato in negozio stava etichettando le sue marmellate, scrivendo le date sulle etichette. Abbiamo cominciato l’intervista osservando i prodotti del negozio, facendo una carrellata degli stessi. Musica di sottofondo, Va Pensiero… Negozio piccolo e carino, ben arredato, semplice, bellissima atmosfera.

Cominciamo dai libri. Cucinare con le erbe e Erbe da mangiare e da bere in Liguria, di Mauro Vaglio, che vende accanto a verdure e marmellate. Li vende quasi esclusivamente a tedeschi, precisa. Poi c’è il vino prodotto da un ragazzo di Vallebona, l’olio, olive di una coppia di Pigna, validissime, perché a Pigna non trattano… Poi il Miele, dell’università di Torino, che sta monitorando il territorio per la Vellutina, e uno di Acacia, che viene dal Piemonte. Fagioli di Pigna, che non sono confezionati con i sacchetti della DECO, presi direttamente dai produttori, tra parenti, perché il marito è di Pigna. Passiamo poi ai sui “cavalli di battaglia” che sono gli agrumi, marmellate prodotte e confezionate da lei direttamente. Kiwi vengono da Pigna, le ciliegie le ha, fragole e lamponi da una azienda bio di San Biagio, prodotti eccezionali, ben coltivati. Il suo cavallo di battaglia è la marmellata di arancia amara. Marmellata di limone, mandarini. Le arance le produce lei stessa, ed inoltre arrivano vari amici con le borse, gli regalano i prodotti in eccedenza. Non riesce nemmeno a trasformare tutto il prodotto che le conferiscono.

Le verdure in parte prodotte da lei, in parte acquistate da produttori locali, non oltre i 10 km di distanza. Carciofi limoni, kiwi, finocchi, zucchine, carote, cavolo bianco e romano, cipolle aglio, qualche lattuga e zucca.. “I fiori perché siamo nella riviera dei fiori” decorano il piccolo banco. Inoltre vende uova fresche e mele, che invece arrivano dal Piemonte. Taglieri in olivo, lavorati, fatti dal marito, ma anche di olmo. Poi ci sono appesi alle dei quadri, anche questi a km zero, di Truzzi, Claudio Marciano, Bilinschi, Roberto Marini, Alda Fagnano, Andrea Resasco, Carola Invernici. Infine prodotti della distilleria di Pietro Guglielmi, acqua di fiori di arancio amaro, che ora è terminata… acqua di rose, essenza di lavanda e di eucaliptus.

Non ha sito internet, usa Facebook, perché è dinamico. Il sito le sembra superato, è statico, bisognerebbe aggiornarlo continuamente. Attraverso i social è possibile fare un lavoro più mirato. Ha creato una visibilità quotidiana tramite una sedia posta accanto all’ingresso del negozio. Ogni giorno vi pone sopra un prodotto diverso, che è quello del giorno appunto, e può essere una verdura appena arrivata come il libro. Il prodotto è fotografato e lanciato in rete tramite Facebook, è una icona. A Torino una maestra le ha usate per fare un lavoro con bambini. La maestra sapeva che la sedia si trova su una piazza davanti ad un uro, ha scaricato le foto e chiesto ai bambini di contestualizzare la sedia.

La sedia funziona, anche i vicini vedendo la verdura su Facebook, ad esempio i carciofi, trovandoli belli, ne fanno un piccolo ordine, cui aggiungono qualcosa di altro, lei prepara e poi fa le consegne a domicilio. Arrivano le prime fave, come accaduto i giorni scorsi, e deve proporle: il gioco della sedia le era sembrato originale, semplice, simpatico. Ha funzionato.

I clienti: uno zoccolo fedele del paese, che compra il fresco, quasi quotidianamente. Soprattutto le signore di una certa età. Consegne esterne, sempre in zona, paesi limitrofi a Vallebona.

Poi durante l’estate i turisti che impazziscono di fronte a realtà come la bottega di Pia. Sono quelli che quando se ne vanno si comprano olio, un tagliere, la marmellata, per se e per fare un regalo magari.

Lavora molto in estate e nelle feste come Natale, quando le sue confezioni divengono piccoli e simpatci regali. La soddisfazione massima è la marmellata di arance amare, sulla quale ha dei ritorni incredibili. Per esempio al mercatino di Natale di Bordighera alta un signore ne ha comprato un vasetto, ed entusiasta i giorno dopo ha telefonato per poterne acquistare ancora. Non aveva l’auto per arrivare a Vallebona…ma voleva assolutamente il prodotto, che aveva imparato ad amare in Scozia ma che non riusciva più a trovare con le qualità da lui richieste… ma anche un professore di Milano, che ne compra cassette. Funziona anche molto il limone, ma lei la passione la messa nell’arancia amara e si vede. Qua è il paese del fiore di arancia, ma nella tradizione la marmellata non c’era. Anche perché ci vuole lo zucchero, che era un bene di lusso. Prima la buccia veniva essiccata per fare canditi oppure l’amaro Cora… Si tratta di una tradizione inventata…. Pia l’ha scoperta a Pigna, dagli abitanti che erano emigrati a Monaco, ed avevano introdotto la marmellata nel loro paese natio di ritorno… in casa del marito tutti la consumavano e lei se ne innamorata subito. La suocera deteneva la ricetta, era sempre lei a farla e solo quando si è ammalata, esaurendosi le scorte, è subentrata prima una zia, il marito e poi Pia stessa. Ha cominciato nel 2009, soli 10 anni, ma ne parla come di una tradizione…. Vallebona era famosa per le arance amare, ma non c’era la marmellata.

Inizialmente, nel 2012 ha cercato di fare una sorta di negozio in paese, una cucina sociale più banco per la vendita… partendo da una Deco su due articoli, la torta verde, e la marmellata di arance amare… iniziativa fallita, anche per via del comune, che non ha capito bene l’iniziativa… e soprattutto l’interesse che poteva esserci sulle arance amare. Hanno una resa spaventosa, potenzialmente si potrebbe espandere, è un prodotto da europa continentale…. lei è sola e deve stare nei limiti delle sue possibilità e in quelli previsti dalla legge, che prevede la vendita solo nelle provincie limitrofe.

Il suo prodotto è in vendita anche presso rivenditori di alta qualità, come il Caffè Pasqualini a San Remo, Frantoio Grillo a Isolabona, che ne vendono grandi quantità…. agriturismi vari: Seborga, La Casa Verde di Pigna…

Possiede a Vallebona circa 14.000 metri di campagna: gli Orti, toponimo Passerina, fiori e agrumeto, orto…, San Antonio, oggi chiamato San Bernardo, per via della chiesa… oliveto e campagna floricola… ha venduto un pezzo….

Viene da una famiglia di Vallebona per parte di padre, gli industriali del paese, perché avevano un edificio dove facevano olio e macinavano grano, un opificio…frantoio e mulino…grandi lavoratori. La maremma tosco-emiliana, Porretta Terme. E arrivata come cestaia, quelli che venivano per fare cesti per i fori. Anni 30. si sono conosciuti ad una fermata di autobus, il babbo passava con la bici, le ha dato un passaggio… “dove vai bella brunetta”… Ancora adesso le ditte che fanno cartone arrivano tutti da li…. I liguri non erano amati dagli emiliani. Ha studiano ragioneria e cominciato Economia e commercio… 10 esami e poi non ha finito. Voleva fare la professoressa di matematica, ma il padre….le sconsigliò il Liceo, per via della sua età: aveva 55-56 anni aveva perso il padre molto piccolo. Vedeva meglio qualcosa di più immediato, come sbocco professionale. Il padre aveva messo su una azienda esemplare, gli piangeva il cuore a immaginarla persa. Dopo gli studi è tornata in campagna. Solo dopo il gelo del 1985 ha fatto un’altra professione, ma non piaceva, solo un anno e mezzo in una Società Finanziaria…non le piace il denaro, il tipo di lavoro, le altalene del mercato legato alla professione. Poi è tornata alla campagna, ha preso il posto del padre. Dopo il gelo, giravano ancora molti soldi allora, tutte le aziende avevano reinvestito nei fiori, ingrandendo. Il padre no, aveva rimesso in piedi la sua, ma in modo equilibrato. Guardava le ruspe da terrazzo e diceva: tra 5 anni la ginestra non vale più niente, dove ce la mettiamo…. lui non ha chiamato ruspe, ha ripreso in mano il magaglio… Floricultura, con già una crisi importante in corso… presidente della cooperativa floricola di Vallebona, negli anni più truci… in otto anni solo problemi, solo una annata buona… ginestra…

Poi in seguito alla resa della madre, che non riusciva più a lavorare… ha cambiato. Ha affittato le campagne, ne ha tenuta solo una, facevano scambio di giornate con amico. Lui la aiutava in campagna nei lavori da uomo, lei a lavorare le ginestre. È stato lui a proporle il locale, sapeva che era in vendita. Lavorava anche in una associazione culturale che organizza mostre di pittura. Aveva la sua marmellata, che faceva a casa, nel suo laboratorio, creato nel magazzino che prima era destinato alla floricultura. Li poteva fare le marmellate in regola. Aveva un permesso di vendita ambulante. Non un progetto preciso, ma buoni presupposti per fare qualcosa. È nato il negozio. 2017. aperto solo la mattina, il pomeriggio orto o laboratorio, olive. Il cesto di frutta è suo logo.

Dietro il negozio c’è il retrobottega, piccolo magazzino.

Pia ha scritto un libro sulla ginestra e uno sulla floricultura in Vallebona… amava la ginestra, è stata la sua passione come oggi lo è la marmellata di arancia amara. Una memoria su associazionismo e cooperativismo a Imperia. Fondatore della CIA. Un lavoro su Mario Calvino e la rivista una favola su richiesta di Don Gallo, un libro collettivo.

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