Pietro Guglielmi – A Scibretta, Bordighera

A Scibretta

Il ristorante A Scibretta si trova a Bordighera alta, nel centro storico della città. Il titolare è Pietro Guglielmi (1955), detto Piero, ma di fatto è gestito in società con la moglie. La descrizione più efficace della proposta culinaria del locale, del suo stile, della sua anima, l’ha data un altro ristoratore: ha portato i piatti dell’entroterra sulla costa. Un trasferimento culturale, giocato su distanze che misurate in km sembrano addirittura ridicole. Piero infatti proviene da Vallebona e in modo alterno si era già dedicato alla ristorazione nei decenni passati, con due ristoranti e un agriturismo, ma sempre come attività complementare o subalterna alla floricoltura. La prima esperienza è del 1985 ed è conseguente alla devastante gelata con cui si aprì l’anno. Erano ancora anni buoni per le floricole, con la mimosa, la ginestra, e rimessa in piedi l’azienda il locale viene ceduto. Nei primi anni 2000, in un contesto già segnato dalla crisi della floricoltura, l’apertura dell’agriturismo, con camere e cucina, servizio di ristorazione limitato al periodo estivo, ai fine settimana. È ancora un evento climatico a sparigliare le carte: con l’alluvione del 2006 la struttura rimane isolata per mesi, i danni alla viabilità spingono verso la sua chiusura. Quindi un bar ristorante, sempre a Vallebona, per un paio di anni, prima di chiudere definitivamente con la floricoltura e decidere di scendere verso la costa, portando con se l’entroterra, nel 2014. Il territorio entra in cucina con i suoi prodotti tipici, come i fagioli di Pigna, i carciofi, le zucchine trombetta; con le sue tradizioni, come i ravioli di verdura e carne, il coniglio al rossese, la cacciagione. Ed è rappresentato nella carta dei vini con il Rossese, l’Ormeasco, il Vermentino, il Pigato.

Piatti:

  • Ravioli con ripieno di verdure, carne, formaggio;
  • Polipo con fagioli di Pigna;
  • Seppie con carciofi di Bordighera;
  • Seppie con zucchine trombette;
  • Coniglio alla ligure con patate, cotto nel rossese;
  • Budino all’acqua di fiori di arancio amaro.

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